Angela Cavelli

psicoanalista e scrittice...
un sito per leggere, sognare, condividere...

Ecco, ritorner˛ alla cultura
a quella che ho amata di passione
a quella madre antica e snaturata
che andava mendicando coi bambini.
di Angela Cavelli

Poesie

pensieri sfuggiti di nascosto,
che diventano...

Venerdý 26 Marzo, 2010
La signora Ŕ uscita un attimo
e tornerÓ presto, forse.
Sarebbe meglio aspettare
che arrivi sulla soglia
inchiavi la toppa
perchŔ si facciano vivi gli indios
a cui ha chiesto udienza.
Adesso non ha pi¨ nomi da nominare, non sa
chi siano gli amici
ha dimenticato la spilla
e gli appuntamenti sul diario.
La signora ha steso un tappeto:
ha colori caramello
e qualche segno incaico.
Cordova aveva una moschea
sentiva gli arabi sul collo
e le trine di Siviglia sulle spalle;
anche le ninas ridevano e gli
spari degli armati
nella notte del Sabato Santo.
La signora non arriva mai
l'aspettano tutti
perchŔ si decida
per il pranzo.
Anche ieri Ŕ venuta,
ma non s'Ŕ coricata.
Aveva sonno e il tramonto
coincideva con il treno per Gstaad
dove aveva lasciato un ricordo
erotico d'UniversitÓ.
Quando Ŕ entrata
non aveva posto alcuno,
pareva venire da vicino
portando latte e menta
ricordo anch'esso d'UniversitÓ.
Le labbra non muovevano suono
pochi i gesti,
pensieri in freezer
solo istinti innati
con qualche profonditÓ.
La signora s'era tolta il cappello
s'era messa i lacci e il grembiule
perchÚ la signora sapeva d'essere in cucina
ma non sapeva altro
e non parlava pi¨.

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